Il supporto di Windows Server 2003 terminerà il 14 luglio 2015

È arrivato il momento di valutare la soluzione cloud ed eseguire la migrazione. I nostri consulenti ti aiuteranno a valutare tutte le opzioni per il tuo datacenter inclusa quela cloud.

Ridondanza

Con il Cloud tutte le componenti harware sono duplicate per ganatori la continuità del servzio.

Sicurezza

Ogni azienda ha il problema di mettere al sicuro i propri dati. Con la soluzione in Cloud su Microsoft Azure tutti criteri di sicurezza sono più sicuri e certifciati attraverso il rispetto di normative Europee.

Performance

Cloud = flessibilità. Le risorse possono essere incrementate o diminuiite in funzione delle vostre necessità e le prformance sono garantite.

Microsoft Azure

L

’offerta di Microsoft sulla piattaforma Azure è oggi resa possibile grazie alla forte integrazione tra 2 concetti oramai entrati nella nella nostra vita: Cloud Computing e virtualizzazione.
Il concetto di virtualizzazione risale al 1967 con il mainframe e il partizionamento della macchina per avere, all’interno di un unico sistema, un numero ingente di applicazioni. Inoltre con la constatazione che l’utilizzo effettivo dei server è tra il 15% e il 20% delle loro capacità, si è deciso di consolidare in un unico server un gran numero di server in modo da averne meno e sfruttarli al massimo.
Paul Maritz, già Senior Executive in Microsoft e attualmente CEO di VMWare, azienda leader nel settore della virtualizzazione, affermava nel 2009 a tal proposito:

"Il futuro della virtualizzazione è nel Cloud Computing. E, viceversa, non ci potrà essere un vero decollo del Cloud Computing senza virtualizzazione perché altrimenti le applicazioni già esistenti andrebbero re ingegnerizzate, come accade oggi per molti fornitori di Cloud. Il primo passo della nostra visione sarà la trasformazione del data center aziendale in un servizio di Cloud Computing per realizzare ciò che potremmo chiamare data center-as-a-service."

Oggi la piattaforma Azura è in grado di rispondere in modo immediato alle esigenze del mercato. Certamente si potrebbe obiettare che cosa cambia ad avere un server in host presso un data center o a noleggio. Il Cloud può apparire analogo alle offerte “classiche” di server dedicati in host, ma con una caratteristica imprescindibile: le risorse sono utilizzate su richiesta al momento in cui un cliente ne ha bisogno, non vengono assegnate a prescindere dal loro utilizzo effettivo.
La soluzione IaaS su Azure ti consente di fare 2 cose fondamentali :

  • Posso installare, configurare e rimuovere software e qualsivoglia applicazione, quindi utilizzato anche per chi ha già licenze Dynamics NAV e vuole disporre solo dell’hardware;
  • Posso arrivarci in Remote Desktop con la certezza di avere sempre il controllo della macchina

Ridondanze, Sicurezza e Performance

Perchè dovrei portare le mie applicazioni in cloud ? Fatevi queste domande…

Ridondanza

  • Nel nostro datancenter quante linee di corrente ci sono?
  • Quanti condizionatori ci sono?
  • C’è un sistema di monitoring della temperatura con allarme?
  • C’è del personale dedicato pronto a scattare sulla sedia se l’allarme suona?
  • Quante linee internet ci sono?
  • L’hardware è ridondato (firewall, cavi, switch, schede di rete, hard disk, etc)?

Sicurezza

  • Il palazzo è controllato (telecamere, guardiani, controllo degli accessi all’edificio e ai datacenter)?
  • C'è un sistema antiincendio?
  • I dati e le informazioni che transitano all’interno del datacenter, sono crittografate?
  • Quante persone hanno accesso fisico alle macchine?
  • Sono correttamente definite le policy di accesso degli utenti ?

Performance

  • Posso triplicare o decuplicare le risorse da un momento al successivo?
  • Le mie linee internet hanno banda dedicata?
  • Il mio staff IT ha configurato i sistemi operativi, i framework e i tools al meglio?

Scegliendo Dynamics NAV 2015 on Azure in modalità Saas riesco a:

  • Avere un unico costo mensile con incluso il canone di manutenzione
  • Ridurre al minimo l'investimento iniziale
  • Ridurre i costi di avviamento legati all'acquisto di hardware in anticipo.
  • Avviare rapidamente il progetto
  • Aumentare o diminuire gli utenti quando serve
  • Modulare il costo in base all’andamento del mio business
  • Avere incluso il costo delle licenze del database Microsoft SQL e di ambiente
  • Disporre sempre dell’ultima versione di NAV
  • Avere incluso l’assistenza di primo livello
  • Liberare il personale IT interno per le attività che forniscono più valore alla vostra organizzazione.
Il cloud Microsoft Azure è il più affidabile in UE e pienamente conforme con le normative Europee e Italiane sulla protezione e la riservatezza dei dati...

Il comitato che riunisce le varie agenzie nazionali per la privacy, certifica – per la prima volta per un provider europeo – che Microsoft Azure, Office 365 e altri servizi sono pienamente conformi con le normative sulla protezione e la riservatezza dei dati

Non c’è survey sullo (scarso) utilizzo di soluzioni IT esternalizzate da parte delle imprese italiane, che non riporti il timore relativo alle questioni della protezione, la riservatezza o la compliance normativa tra i primi fattori di rallentamento della domanda di cloud pubblico e ibrido. Da oggi, in Italia e in Europa, ci sono meno motivi per essere preoccupati, almeno per quanto concerne l’offerta Microsoft.

A inizio mese, l’associazione Article 29 Working Party, che rappresenta ventotto agenzie nazionali per la protezione dei dati in Unione Europea, ha determinato, dopo un’attenta revisione, che i contratti stipulati con Microsoft per i servizi cloud aziendali soddisfano gli elevati standard per la privacy imposti dai regolamenti europei sulla tutela dei dati. In particolare, le tecnologie e i servizi cui spetta questa vera e propria certificazione sono Microsoft Azure, Office 365, Microsoft Dynamics CRM e Windows Intune. Microsoft è la prima – e al momento l’unica – azienda a ricevere questo riconoscimento.

Per esaminare le implicazioni di questa notizia, Data Manager ha discusso con Carlo Mauceli, National Digital Officer di Microsoft Italia, una figura, spiega Mauceli «che ha il ruolo di portare le strategie tecnologiche Microsoft a conoscenza del mercato e in particolare della PA in un contesto dove è fondamentale far percepire come le tecnologie possano guidare i temi e i servizi di cui già disponiamo». Il riconoscimento giunto a Microsoft sottoforma di lettera fatta recapitare il 2 aprile da Isabelle Falque-Pierrotin, presidente di Article 29, a Dorothee Belz, dell’ufficio legale di Microsoft EMEA, rappresenta, secondo Mauceli, il punto di arrivo di un percorso iniziato diversi anni fa. «In pratica l’insieme delle authority che si occupano di protezione dei dati digitali nell’Unione Europea ci dice che la cassaforte in cui ogni azienda pubblica o privata deposita le sue informazioni quando sottoscrive un contratto cloud con Microsoft è sicura che il luogo risponde anche geograficamente a tutte le esigenze imposte dal punto di vista tecnico, politico e soprattutto legale». Dal punto di vista della responsabilità in relazione al trattamento dei dati, precisa ancora Mauceli, a questo punto non ci sono differenze rispetto al custodire i dati in un data center di proprietà, o in una server farm che si trova fisicamente dentro ai confini italiani.

La differenza riguarda semmai Microsoft rispetto ai suoi concorrenti del settore dei servizi cloud, che ancora non dispongono di una certificazione di compliance così solida, robusta e autorevole. «È la fine di un percorso, ma anche un importante punto di partenza per un provider che dopo l’arrivo di Satya Nadella, un CEO che si distingue per contenuti tecnologici, esperienza di mercato e vision, sta cambiano radicalmente pelle. La nostra strategia va sempre più nell’ottica del servizio in ogni forma, luogo, attraverso ogni dispositivo. In questo senso, le aziende devono poter erogare applicazioni facili da usare, reattive, scalabili, ma per farlo hanno bisogno di infrastrutture abilitanti, che rispondano a una serie di requisiti, non solo tecnologici, per i quali abbiamo chiesto questa certificazione».

Che cosa ha portato Microsoft a conquistare per prima un riconoscimento che contribuisce certamente a togliere dal cloud un’area di preoccupazione e sospetto? «Noi siamo una azienda che ha sviluppato tutto il suo percorso in ambito private cloud – conclude Mauceli. Un’esperienza maturata nel corso degli anni, che ha portato a una grande solidità in particolare nei sistemi di posta elettronica, collaborazione, autenticazione. Lo stesso tracciato si è avuto nello spazio consumer, con servizi come Outlook.com ed Msn. Ora due rette prima parallele devono convergere, perché non sempre le aziende possono permettersi di sviluppare in casa propria data center scalabili e sicuri, e la nostra offerta si deve spostare naturalmente sul public cloud».

Con la decisione presa oggi in Europa diventa finalmente possibile dimostrare che il cloud computing è molto più sicuro, affidabile e rispettoso della privacy delle aziende e dei loro clienti.

Tratto da DataManagerOnline del 14 Aprile 2014
Autore: Andrea Lawendel

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